Moratti: "Una maglia 100% Inter"LONDRA - (ANSA) Il mercato è chiuso, anche se per l'Inter già ben costruita sul mercato e "più forte dello scorso anno" resta il sogno Pato; tra scudetto e Champions non sa scegliere; è d'accordo con la Juventus testa di serie nel prossimo sorteggio per il calendario, ma la partita più attesa resta il derby con il Milan. Questo in sintesi il Moratti-pensiero, che si esprime anche a favore all'introduzione dell'espulsione temporanea.
"Non so se la federcalcio italiana abbia la facoltà di sperimentare una soluzione simile senza consenso della Fifa, ma lo ritengo un provvedimento intelligente che può funzionare", ha dichiarato il presidente nerazzurro, volato a Londra per presentare la nuova maglia dell'Inter nell'anno del centenario. Una maglietta "100% Inter - commenta Moratti -, che ricorda i momenti belli di questa società, fatta con attenzione ancor prima che con fantasia". Colletto vintage con croce ambrosiana, logo rivisitato da Oliviero Toscani, pantaloncini vecchia maniera, calzettoni a rigatura orizzontale. Nonostante le due ultime sconfitte, contro Valencia e Arsenal, il presidente nerazzurri non fa drammi ("sono contento per i tanti giovani che hanno esordito"), e smentisce che Roberto Mancini gli abbia chiesto un centrocampista. "Non abbiamo esagerato, ma sicuramente è stata allestita una squadra più forte dello scorso anno, tutti i nuovi giocatori sono di alto livello".
Promosso a pieni voti Cristian Chivi, rimandato Alexandre Pato ("é uno dei 4-5 giovani più interessanti in circolazione"), "bocciato" - causa di forza maggiore - Lionel Messi. "È un giocatore molto forte che un tempo sarebbe potuto arrivare. Non adesso, e poi io oggi mi diverto con Ibrahimovic". Mercato terminato, all'apparenza, ma rosa già competitiva su tutti i fronti. Alla vigilia dell'uscita dei calendari Moratti dà il bentornato alla Juventus ("la sua storia sportiva è quella di una grande squadra, merita di stare tra le teste di serie nel sorteggio"), e si proietta col pensiero al prossimo 9 marzo, data di nascita della sua Inter 100 anni fa ("chissà contro chi giocheremo"). L'ultimo pensiero è rivolto ai molti scandali - doping, spionaggio industriale, illeciti vari - che hanno minato di recente la credibilità dello sport professionistico. "Quello che è emerso nel calcio due anni fa in un certo è stato salutare. Siamo riusciti a liberarci di certe situazioni. Ma ora è arrivato il momento di ricostruire e il calcio, ma più in generale lo sport, ha bisogno come non mai di trasparenza". (ANSA)
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