La Supercoppa è della Roma.Meritata vittoria dei giallorossi che sprecano occasioni e passano nella ripresa grazie a un rigore trasformato da De Rossi dopo un fallo di Burdisso di Totti. Secondo sigillo dopo la vittoria del 2001.
Daniele De Rossi esulta dopo il gol che vale la Supercoppa. Reuters
Si ricomincia dai titoli di coda dell’ultima annata. Dalla Roma, che aveva alzato la coppa Italia il 17 maggio, e che nello stesso stadio conquista la seconda Supercoppa della sua storia dopo quella del 2001 grazie a un rigore di De Rossi al 32’ del secondo tempo. Episodio chiave di una sfida che non ha deluso, come sempre quando si affrontano Mancini e Spalletti.
Con Chivu a sinistra dall’inizio, anche le gerarchie della difesa nerazzurra, dopo quelle dell’attacco, cominciano a delinearsi chiaramente. Spalletti vorrebbe partire con la squadra migliore ma non può: Juan è fuori causa, Perrotta e Mancini sono buoni per la panchina e a Totti farebbe bene riposare se non fosse per quel trofeo da alzare a San Siro tre mesi e due giorni dopo il successo di metà maggio. Eppure la squadra in salute sembra quella di Panucci e Mexes, che controllano a vista le due punte di Mancini mentre dalla parte opposta Giuly e Vucinic fanno faville con due palle gol nel primo quarto d’ora.
Proprio la presenza del montenegrino, cui spetta il lavoro sporco (sostegno e copertura in zona-Vieira) non cambia l caratteristiche del modulo giallorosso: Totti, accompagnato nel fraseggio da Giuly, è la solita calamita che attira ogni pallone giocato da Aquilani e De Rossi. Una soluzione efficace nel primo tempo, con il francese che arriva a un passo dall’1-0. Davanti l’Inter fatica: Ibrahimovic si muove poco e male, e nemmeno i collegamenti tra Stankovic e Suazo risultano fluidi. Manca velocità, tant’è vero che negli unici scambi di prima tra l’honduregno e Ibrahimovic (al 37’) e tra Stankovic e lo svedese (45’) per poco non ci scappa il gol.
Il primo tempo si spegne tra i fischi della curva romanista a Chivu e un battibecco tra De Rossi e Vucinic che tradisce una tensione ingiustificata nel gruppo giallorosso. Fortunatamente a inizio ripresa c’è spazio solo per lo spettacolo: Suazo, ingestibile quando accelera, prova a dare uno scossone alla difesa giallorossa. Poi, quando Giuly manda in curva un’altra palla d’oro sfornata da Totti, Mancini abbandona la prudenza e inserisce Figo arretrando Stankovic al posto di Dacourt. L’Inter guadagna spazi e la partita si fa ancora più gradevole: dopo un contatto dubbio Cordoba-De Rossi a due passi da Julio Cesar, Suazo fa sfiorire l’assist di Burdisso graziando Doni. Fosse un’amichevole estiva uno 0-0 così ricco di emozioni basterebbe. Ma per assegnare la Supercoppa serve una svolta. Figo ci prova (dopo un mani sospetto in area che provoca indirettamente l’espulsione di Perrotta, pronto a entrare al posto di Taddei) ma si perde sul più bello, favorendo l’uscita di Doni.
La svolta arriva, ma per la Roma, a 13 minuti dalla fine: Burdisso abbocca alle finte di Totti e commette un fallo evitabile, sbarrando la strada al capitano della Roma che poi lascia a De Rossi la trasformazione dal dischetto. Sotto choc, l’Inter rischia di incassare il secondo colpo da Vucinic. Ma sarebbe stata una punizione troppo severa.
Solo conu n rigore che m****!
Spalletti: "Il vento è cambiato".Il tecnico giallorosso è entusiasta per la vittoria nella Supercoppa: "Ora la Roma può giocare a San Siro credendo tranquillamente di poter battere i favoriti per lo scudetto". Ma Totti ammonisce: "Servirà continuità". Mancini insoddisfatto: "Troppi errori, ha deciso un episodio".
Giallorossi in festa con la Superoppa sul prato di San Siro. Ansa
"Il vento è cambiato, la Roma può venire a San Siro credendo tranquillamente di battere la candidata numero uno allo scudetto". Ne è convinto Luciano Spalletti e lo sono anche i suoi giocatori dopo la vittoria in Supercoppa contro l'Inter. "Sono felice soprattutto per i miei ragazzi, perché hanno fatto una bellissima partita - sorrideva alla fine il tecnico giallorosso - la difesa ha tenuto, ma questo dipende sempre dal comportamento dell'intera squadra. Se davanti gestiamo bene, la retrovia ha meno pressione". Positivo, per Spalletti, anche l'esperimento "sicuramente ripetibile" di Giuly trequartista. L'unico rammarico è la poco chiara espulsione di Perrotta, che ha lasciato lo stadio visibilmente indispettito. "Perchè mi ha espulso? - ha sibilato il centrocampista della Nazionale -. Chiedetelo all'arbitro, se ha il coraggio di dirvelo".
Tra i più felici per la vittoria c'è, invece, Francesco Totti: "E' un successo importante, abbiamo dimostrato di essere una squadra forte e competitiva e di avere il valore per vincere su un campo difficilissimo - ha spiegato il capitano giallorosso -. Abbiamo dato tutto quello che avevamo. È una Roma diversa dall'anno scorso, che ha più possibilità. Ora mi aspetto continuità". Totti ha anche spiegato il motivo per cui non ha tirato il calcio di rigore decisivo: "Ho sentito un piccolo dolore al flessore dopo un contrasto con Burdisso e non ho voluto rischiare". Al suo posto è andato sul dischetto De Rossi, che ha dimostrato, come gli ha riconosciuto il suo allenatore, "una grande personalità".
IL MEA CULPA DI ZANETTI - Tutt'altro clima in casa Inter. "Eravamo un po' lenti nel giocare la palla e abbiamo sbagliato molto - ha commentato Roberto Mancini -. Sia a destra che a sinistra non avevamo molte scelte. Se avessi potuto, avrei schierato Maicon. La squadra non è ancora al massimo della condizione e in una partita secca di inizio stagione ci può stare una sconfitta, soprattutto se come stasera decisa da un episodio. Oltretutto la Roma fisicamente stava meglio". A nome dei compagni fa mea culpa Zanetti: "Non abbiamo alibi e dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. La Roma ha giocato meglio". Più tranquillo alla fine Stankovic, secondo cui "Non c'è nulla di cui preoccuparsi: si vede che ancora non siamo al cento per cento e questa sera abbiamo giocato male, ma ci aspetta una stagione ancora lunga".